Amira Hass e la quotidianità nei territori palestinesi

LArticolo di Amira Hass, 23 novembre 2018

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Amira Hass davanti al suo computer

 

«È giunto il momento di cambiare abito», così scrive Amira Hass nell’ultimo pezzo della sua rubrica su Internazionale pubblicato il 23 novembre. Scrittrice e giornalista israeliana, è corrispondente per il quotidiano Ha’aretz nei territori occupati. Per 18 anni ha raccontato dalle pagine del settimanale italiano la situazione nei territori palestinesi.

Per le sue idee strenuamente contrarie alla politica di Tel Aviv, è stata anche arrestata due volte dalla polizia israeliana. Nella sua rubrica ha testimoniato insistentemente una quotidianità difficile da raccontare, ora la chiude tirando le fila in un «triste riassunto di venticinque anni di osservazioni sul campo»: per Amira Hass è la delusione umana dell’immutabilità nei rapporti tra Israele e Palestina. Il fatto che i suoi connazionali siano arrivati a screditare il premier Benjamin Netanyahu perché, promettendo solo che «la guerra resta una possibilità», ha attenuato il suo tipico atteggiamento estremista, è stato sentito dalla giornalista come una sconfitta personale.

 

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