Adele Cambria, il giornalismo è anche personale

LArticolo di Adele Cambria, 5 gennaio 2008

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Adele Cambria

La scrittura di Adele Cambria comparì su Il Giorno, e da quel momento non smise di fuoriuscire limpida e insieme indignata, sulle pagine di giornale. Le sue parole, forti e dirette, erano alimentate dal “personale”, in un momento in cui si lottava perché venisse considerata “politica” anche la propria esperienza.

Man mano che entrava nelle redazioni piene di uomini – «C’è un’esplosione di testosterone in tutte le redazioni che sono costretta a frequentare: mi sembra di vederlo schizzare e spiaccicarsi sui muri, lo sperma dell’altra metà (minoritaria per numeri) del genere umano» diceva – si discostava dalle colonne di costume per entrare nel giornalismo politico, che per lei non poteva che essere femminista. Per questo, tra L’Espresso, Il Messaggero, Il Mondo, e L’Unità, la sua scrittura fu ancora più sé stessa su Effe e su Noi Donne, riviste femministe che iniziarono a cambiare il modo di vedere a partire dalle lettrici. Un giornalismo imprescindibilmente legato all’essere donna e all’esserlo insieme: con Oriana Fallaci, Camilla Cederna, Dacia Maraini.

LArticolo, pubblicato nel 2008 su L’Unità, ripercorre le tappe di una legge, la 194 sull’aborto, arrivata in ritardo per tante donne. È un racconto da vicino di un’Italia “delle mammane”, che Cambria visse in prima persona, e di cui parla giornalisticamente: il personale nel suo giornalismo è un tocco in più.

 

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