Janine di Giovanni e Marie Colvin, la vita in guerra

LArticolo di Janine di Giovanni, 4 dicembre 2018

Internazionale.png

Questi giorni si parla dello spot del Washington Post uscito ai Superbowl, e della libertà di stampa: in quel video c’è anche il ricordo di Marie Colvin, inviata di guerra del Sunday Times. Janine di Giovanni, che per molto tempo anche lei lavorò come reporter nei Paesi devastati dalla guerra, butta sulle pagine la concretezza e la crudezza di quello che fu per Marie Colvin vivere, e poi morire, sotto le bombe.

L’articolo di oggi è anche un articolo di ieri, perché nel racconto di Janine di Giovanni si incrociano due vite e due giornaliste. Colvin fu uccisa in Siria nel 2012, e proprio ieri un giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti di Washington ha condannato il Paese di Assad a un enorme risarcimento perché la giornalista fu “specificamente presa di mira a causa della sua professione, allo scopo di mettere a tacere coloro che riferivano del crescente movimento di opposizione nel paese”.

Janine di Giovanni collabora su numerose testate, e nell’articolo scrive della sua vita come reporter di guerra, e di quella della sua collega Marie Colvin, e della scelta, personale o forzata, di allontanarsi dalle bombe.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

copyright: immagine 1, immagine 2, immagine 3

Bethan McKernan, reporter dal Medio Oriente

LArticolo di Bethan McKernan, 26 dicembre 2018

Bethan_McKernan,_L

Bethan McKernan

La tensione continua a salire in Siria, dopo l’annuncio del presidente americano di ritirare le truppe Usa dal territorio. Bethan McKernan, corrispondente del The Guardian dalla Turchia e Medio Oriente, dà un quadro del tira e molla in corso sul suolo siriano: da una parte le zone sotto il controllo curdo, dove sono stabilite le forze americane e francesi, e dall’altra i turchi, che vogliono approfittare del vuoto che verrà lasciato dagli Usa per distruggere quello che da loro viene considerato un gruppo terroristico. I curdi infatti, il cui aiuto è stato ben accetto anche per Trump nella lotta contro l’Isis, per il presidente turco Erdogan non sono altro che un’estensione del movimento separatista PKK che combatte per l’indipendenza nell’area tra Turchia, Siria e Iraq.

Bethan McKernan ha lavorato anche per l’Indipendent e l’Associated Press, seguendo il Medio Oriente e riportando da vicino i conflitti che lo scuotono.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

copyright: immagine 1, immagine 2, immagine 3