Concita De Gregorio, il giornalismo è la mia arma

LArticolo di Concita De Gregorio, 7 maggio 2019 

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«In battaglia ciascuno è chiamato a usare le armi di cui dispone: la mia è il mio mestiere». Concita De Gregorio con frasi dirette e semplici spiega la sua presenza al Salone di Torino, coperto in questi giorni da polemiche, tra assenze e presenze.

Lei, giornalista e scrittrice sempre attaccata alla testimonianza personale, non rinuncia all’esperienza diretta: occhi, mani, orecchie. C’era al G8, che ha raccontato sulle pagine giornalistiche del libro Non lavate questo sangue.  È sempre stata sul campo, dagli anni ’80, quando ha mosso i primi passi nelle redazioni locali della sua Toscana, per poi arrivare a Repubblica nel 1990. Lascia il quotidiano di Scalfari per diventare la prima donna a dirigere L’Unità, e poi torna come editorialista. Il suo giornalismo è multiforme e cammina dalle pagine dei suoi libri alle immagini della televisione, passando anche per la radio.

Oggi, senza polemiche, scrive così: «Vado al Salone perché non credo di aver bisogno di dimostrare che sono antifascista con l’assenza. La mia vita lo dice, il lavoro di ogni giorno».

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Ilaria Alpi, guardare oltre

LArticolo di Ilaria Alpi, 25 gennaio 1989

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Il 20 marzo 1994 Ilaria Alpi veniva uccisa in Somalia. Sulla strada da Bosaso a Mogadiscio la giornalista e l’operatore televisivo che era con lei, Miran Hrovatin, vengono assassinati. 25 anni dopo, vicende giudiziarie infinite e nessun colpevole riconosciuto.

Ilaria Alpi scrive dall’Egitto sulle pagine di Paese Sera e L’Unità, e poi, da inviata del Tg3, arriva in Somalia per raccontare la missione di pace: è il 1992 e mentre le Nazioni Unite cercano di stabilizzare il Paese dopo la guerra civile, la giornalista indaga. Traffico di armi e rifiuti tossici che coinvolgevano poteri dei Paesi occidentali, questo c’era sotto la bandiera di pace portata in alto anche dall’Italia.

LArticolo descriveva una situazione che dava i primi segnali di un fermento crescente: l’Egitto del 1989 raccontava di una «crisi politica e religiosa» che iniziava a estendersi a macchia d’olio in tutta l’Africa e nel Medio Oriente.

Il ricordo della Rai

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