Florence Aubenas, guardare e ascoltare da vicino

LArticolo di Florence Aubenas, 28 marzo 2019

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È uno sguardo pieno di speranza quello con cui Florence Aubenas riporta la rivolta quotidiana del popolo di Haiti, dove la paura non riesce a soffocare i progetti di un futuro migliore.

Florence Aubenas lavora nella redazione di Le Monde dove, come fa da sempre, descrive la vita in tutti i Paesi del mondo, andandola a vedere da vicino e raccontando quello di cui non si parla. Nel 2005 era stata rapita in Iraq mentre lavorava come reporter e poi liberata dopo alcuni mesi vissuti da ostaggio.

LArticolo descrive la vita di Haiti e lo fa attraverso le voci: di chi l’ha vissuta sotto la dittatura e dei giovani che la vogliono tirare fuori dall’immobilismo di una repubblica ricoperta di corruzione.

 

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Anna North, storie oltre gli stereotipi

LArticolo di Anna North, 3 maggio 2019

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La storia di Semenya, l’atleta africana a cui è stato imposto di ridurre i suoi livelli naturali di testosterone per poter continuare a gareggiare, dice molto su razza e genere: due “metodi di classificazione” che hanno troppo a che fare con gli stereotipi.

Anna North scrive su Vox di tematiche di genere, diritti civili e discriminazioni. Ha lavorato al New York Times e collaborato con altre testate americane. È anche autrice di due romanzi.

LArticolo entra dentro alla storia, personale e professionale, di Mokgadi Caster Semenya e apre uno squarcio sull’inadeguatezza di continuare ad usare definizioni classiche di genere: preconfezionate e parziali.

 

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Marina Forti, storie quotidiane di ambiente

LArticolo di Marina Forti, 13 maggio 2019

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Un incubo sotto casa. È quello che la discarica di via Salaria rappresenta per i cittadini romani che vedono e respirano i resti dell’impianto tmb. Marina Forti scrive un lungo racconto della “crisi dei rifiuti”, raccogliendo voci, promesse e fatti.

Marina Forti ha viaggiato per il mondo prima da inviata e poi da caposervizio, riempiendo le pagine de Il Manifesto di reportage dall’Iran, dall’Asia meridionale e dalle Americhe. Terraterra, prima rubrica sul quotidiano e poi blog, racconta «storie quotidiane di ambiente e conflitti per le risorse naturali».

LArticolo accende i fari su un tema che spesso conquista le prime pagine dei giornali, per poi tornare nell’oscurità: i rifiuti, che, nel racconto di Marina Forti non creano solo e tanto un problema logistico ma ingombrano direttamente le vite quotidiane dei cittadini.

 

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Concita De Gregorio, il giornalismo è la mia arma

LArticolo di Concita De Gregorio, 7 maggio 2019 

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«In battaglia ciascuno è chiamato a usare le armi di cui dispone: la mia è il mio mestiere». Concita De Gregorio con frasi dirette e semplici spiega la sua presenza al Salone di Torino, coperto in questi giorni da polemiche, tra assenze e presenze.

Lei, giornalista e scrittrice sempre attaccata alla testimonianza personale, non rinuncia all’esperienza diretta: occhi, mani, orecchie. C’era al G8, che ha raccontato sulle pagine giornalistiche del libro Non lavate questo sangue.  È sempre stata sul campo, dagli anni ’80, quando ha mosso i primi passi nelle redazioni locali della sua Toscana, per poi arrivare a Repubblica nel 1990. Lascia il quotidiano di Scalfari per diventare la prima donna a dirigere L’Unità, e poi torna come editorialista. Il suo giornalismo è multiforme e cammina dalle pagine dei suoi libri alle immagini della televisione, passando anche per la radio.

Oggi, senza polemiche, scrive così: «Vado al Salone perché non credo di aver bisogno di dimostrare che sono antifascista con l’assenza. La mia vita lo dice, il lavoro di ogni giorno».

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Motoko Rich, saga giapponese

LArticolo di Motoko Rich, 29 aprile 2019 

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Una saga imperiale dal titolo “La sopravvivenza del trono”. Motoko Rich racconta la storia della famiglia reale giapponese e di Akihito, il primo imperatore ad abdicare dopo 200 anni per lasciare il trono al figlio Naruhito.

Motoko Rich è cresciuta tra il New Jersey, il Giappone e la California, ha studiato a Yale e a Cambridge per poi arrivare nelle redazioni dei più importanti giornali americani. È proprio durante il college che viene catturata dalla professione della giornalista, una professione che le «permette di porre domande impertinenti, andare in posti dove non andrei di mia iniziativa, conoscere persone che mi meravigliano, continuare a imparare e fare la lotta con le parole per trasmettere tutto questo». Dopo il Financial Times a Londra e il Wall Street Journal tra Atlanta e New York, nel 2003 inizia a scrivere sul New York Times. Ora è a capo della redazione di Tokyo da dove cerca di «spiegare, investigare e portare alla vita il Giappone e la penisola coreana».

Ha scritto una serie di articoli per raccontare gli episodi chiave della monarchia più antica del mondo e i suoi protagonisti, in coincidenza con l’inizio della nuova era imperiale.

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