Margherita Nasi, quanto conta l’immagine per una “dinastia”

LArticolo di Margherita Nasi e Aureliano Tonet, 15 marzo 2019

traduzione su Internazionale 

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La storia di una “dinastia” che ha espanso il suo potere in ogni settore dell’economia italiana. Uno di questi, l’infrastrutturale, sta portando i Benetton alla rovina: almeno sul lato della reputazione. Proprio sull’immagine infatti, la famiglia aveva posto le basi di un impero finanziario.

Giornalista francese e italiana, Margherita Nasi ha studiato tra i suoi due Paesi. Dalla scuola di giornalismo a Parigi ha continuato a seguire la sua passione e ora scrive su Le Monde e Society. Firma quest’articolo insieme a Aureliano Tonet, reporter nella sezione culturale del quotidiano francese.

 

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Marta Gatti, attenti alla terra

LArticolo di Marta Gatti, 10 aprile 2019

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Popoli indigeni contro interessi economici. Nelle Filippine le grandi compagnie sfruttatrici delle palme da olio stanno distruggendo il territorio di Palawan rendendo insostenibile la vita delle popolazioni e delle foreste.

Giornalista freelance di formazione storica, Marta Gatti collabora con Il Fatto Quotidiano e Radio Popolare. Da una tesi accademica sull’estrazione dei minerali, il commercio illecito e il legame con i conflitti nella Repubblica Democratica del Congo, è arrivata ai giornali: continua a parlare di materie, la terra in primis.

LArticolo di oggi sull’Osservatorio dei diritti mette in luce il problema dei “territori ancestrali”. Un riconoscimento giuridico non facile da ottenere ma strettamente legato ai diritti dei popoli indigeni. Nelle Filippine questi vengono messi da parte dagli interessi economici del governo e delle grandi compagnie che vogliono più piantagioni d’olio, a tutti i costi.

 

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Belén Domínguez, giornalismo e aiuto umanitario

LArticolo di Belén Domínguez, 3 aprile 2019

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Una nuova cortina di ferro quella che separa l’exclave russa Kaliningrad dalla Lituania, ex Unione Sovietica e neo Unione europea.

Belén Domínguez, giornalista dal 2013, quando ha scoperto che le «piaceva stare nel momento e luogo dove accadono le cose». Sul El Pais è passata dalla sezione locale a quella internazionale: corrispondente a Bruxelles, inviata, redattrice. Nel suo giornalismo si fondono l’impegno personale con quello professionale: scrive di cooperazione internazionale e si occupa di aiuti umanitari allo sviluppo. È stata inviata speciale per raccontare il dramma dei rifugiati in Europa: prima al fronte tra Serbia e Ungheria e poi da un barcone di Medici Senza Frontiere nel mezzo del Mediterraneo. Oggi scrive su La Repubblica.

Un reportage sulla frontiera lituana a un passo dalla Russia. Filo spinato, recinzione e controlli per un territorio con un passato sovietico che fa ancora paura al Paese, e anche alla Nato e all’Unione europea: 94,8 i milioni di euro stanziati da Bruxelles dal 2017 fino al 2020 per la vigilanza di questa zona.

«Con un occhio sempre rivolto ai mezzi di comunicazione, con l’altro alle Ong».

 

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