Irene Brin, il giornalismo che cade a pennello

LArticolo di Irene Brin, 2 agosto 1956

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Irene Brin

Maria Vittoria Rossi divenne Irene Brin sulle pagine di Omnibus. Nel corso del tempo, e delle testate giornalistiche, si firmò con altri pseudonimi: fu Mariù da più giovane su Il Lavoro, e poi impersonò come Contessa Clara una nobildonna dispensatrice di galateo di moda.

Prima in Italia a collaborare alla rivista newyorkese Harper’s Bazaar, riempiva di stoffa, colori, e occhio esperto, le pagine di moda raccontandone le tendenze. Il suo giornalismo di costume le cadeva a pennello rendendola modello di eleganza del Made in Italy.

Con il marito Gaspero del Corso, viaggiò tantissimo e curò una galleria d’arte che divenne punto di ritrovo della cultura della Roma anni Cinquanta: “L’Obelisco”.

LArticolo su Il Giornale d’Italia è un esempio della sua cronaca di moda che alle “chiacchiere” seppe mescolare narrativa e satira in un dipinto perfetto.

 

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